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Nabucco - Fondazione Politeama Catanzaro
"Applausi a scena aperta per gli “assoli” di Paoletta Marrocu, davvero convincente nel far trapelare rabbia e vendetta, e del veterano Bruson, un leone ancora ruggente che nei panni di un re prostrato per l’impotenza ad agire mette in mostra una potente visione introspettiva." di Lucio Ruffa (su Internet) "Frenetici battimani anche per il soprano Paoletta Marrocu, sensibile interprete del ruolo di Abigaille" - La Gazzetta del Sud Betty Calabretta |
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La fanciulla del West secondo Robert Carsen - Der Norske Opera di Oslo
"Quest'opera vuole spesso una dimensione intima, di confidenze gettate semplicemente per essereaccolte. E’ qua che i due protagonisti, Marrocu e Cura, si sono trovati nella loro grande bravura d’interpreti." .... "Paoletta Marrocu è una Minnie di grande spessore scenico, capace di trovare la morbidezza e la forza di una ragazza che ha la vita nelle proprie mani, non dipende da nessuno e affronta le scelte con profonda onestà. La sua voce ha dialogato con ricchezza di colori e grande pertinenza psicologica con Dick, disegnando poi nella suggestiva romanza il profilo di un ricordo e di un progetto. Brava!" di Serenella Gragnani |
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Macbeth - Teatro Verdi di Sassari
"ll soprano cagliaritano, accolta da un prevedibile e meritatissimo trionfo personale , ha eseguito un autentico lavoro di bulino, approfondendo l'interpretazione, davvero notevole. Al Teatro Verdi di Sassari, poi, per le ridotte dimensioni del palcoscenico, questa intensità istrionica, muteviole nel volto e nell'espressione corporale, si sono doppiamente apprezzate. La Marrocu ha di questo ruolo una padronanza musicale invidiabile, ma colpisce soprattutto per la scanasione della parola cantata, tagliente come un fendente ed insinuante con la flessuosità di un serpente. La diabolica Lady, insomma gode per virtù della Marrocu di tutte le sfumature senza tralasciare una forte carica di sensualità erotica, che spesso sfugge in certe letture del personaggio, con cui concupisce il debole marito spingendolo ai più efferati delitti. Dal punto squisitamente vocale, infine, ci troviamo di fronte al soprano sfogato che esige la parte. L'acuto nella zona estrema risulta, è vero, metallico, al limite dell'urlo: per esempio il Re emesso in quinta, a siglare la scena del sonnambulismo; ma è anche vero che quella nota, l'ultima della Lady, presa così assume il singificato di un gemito mortale, quello che precede l'ictus che la stronca. Un effetto che ha provocato un'ulteirore, rabbrividente suggestione." L'OPERA (Andrea Merli) "Il palcoscenico è dominato da Paoletta Marroccu, che grazie alla sua intelligenza interpretativa, ai suoi notevoli mezzi vocali e alla sua sicura presenza scenica ha disegnato una Lady Macbeth molto sfaccettata e di grande fascino." La Nuova Sardegna (di Antonio Ligios) | 9.10.2009 "Nel cast spicca la differenza tra l´esperta Paoletta Marrocu e gli altri. Del resto, il personaggio di Lady Macbeth è il più ricco della vicenda. Qualcuno ha storto il naso per gli acuti, ma anche gli ipercritici non possono non ammirare la grande espressività teatrale e vocale della soprano cagliaritana. Lady Macbeth non deve solo dispiegare la potenza, ma è spesso chiamata dalla scrittura verdiana al sottovoce, alla mezza voce, agli sbalzi isterici di una donna dapprima spavalda nello spingere il marito ad affrontare senza tentennamenti il sanguinoso sentiero predetto dalle streghe che porta al trono di Scozia (Immoto sarai tu nel tuo disegno?) poi lacerata anch´ella dal rimorso. Che la porta alla morte." L´Unione Sarda (Giampiero Marras) | 9.10.2009 Lady Macbeth, Teatro Verdi di Sassari, Foto © Sebastiano Piras |
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Cavalleria rusticana - Opernhaus Zürich
"Dal canto dolcemente amaro a quello espressivo e carico di passione fino all’infuocata minaccia, il soprano Paoletta Marrocu nel ruolo di Santuzza dominava tutti i registri” Suedkurier (TORBJÖRN BERGFLÖDT), 08.06.2009 "Al suo fianco convincente anche Paoletta Marrocu (soprano) con la sua intensa interpretazione di Santuzza" Schaffhausen Nachrichten (WALTER JOOS), 08.06.2009 “In Cavalleria Rusticana è Paoletta Marrocu Santuzza, che da Turiddu attende un figlio e da lui viene tradita: una grande interprete con una meravigliosa e drammatica voce sopranile senza asprezze”. |
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Nabucco - Gran Teatro La Fenice
"Paoletta Marrocu, Abigaille, è stata semplicemente ideale nella concezione registica e musicale del ruolo: donna a tutti gli effetti, dalle movenze feline e dalla mimica di grande espressività, ha composto un personaggio indimenticabile, deciso e lacerante, specie nel grande duetto del terzo atto e nel finale. Sul piano specificamente vocale dobbiamo mettere in conto l‘acuto graffiante, che tende a sfogare, ma la musicalità è di primordine. L'uso del legato, il canto spianato nell’adagio "Anch’io dischiuso un giorno" di rara suggestione, le meritano un convinto brava!" Andrea Merli (www.impiccioneviaggiatore.com) "Buona prova del cast vocale....Paoletta Marrocu (Abigaille) offre una grande prova interpretativa, brillante agilità e forza scenica" La Nuova Venezia - Mirko Schipilliti |
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Il Tabarro - Teatro alla Scala
"Al suo fianco, Paoletta Marrocu è una Giorgetta dall'emissione incisiva e drammatica, senza tuttavia tralasciare gli abbandoni lirici né la stessa proprietà che nove anni fa le faceva vocalizzare un ottimo Artaserse di Hasse."
Gli Amici della Musica (Francesco Lora) |
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Falstaff - Teatro Petruzzelli (Bari)
"Il soprano Paoletta Marrocu ha interpretato una Alice Ford ricca di personalità e ironia, mettendo in campo grande duttilità vocale e verve interpretativa." www.cannibali.it (Enzo Garofalo), 21 gennaio 2008 Alice Ford - Bozzetto del costume di Ziara de Vincentiis
"Che dire di Paoletta Marrocu nel ruolo della protagonista? Che sta a Lucrezia Borgia come la scarpetta di cristallo sta a Cenerentola. La parte ha una vocalità molto estesa e d’agilità. In quanto unico personaggio femminile deve sostenere in scena un enorme peso drammatico. Ed in questo senso Paoletta Marrocu ha regalato al pubblico una Lucrezia ideale. Ha fatto un ottimo lavoro attorno al personaggio, curandolo nei minimi particolari, creando sempre attorno a sé la giusta atmosfera e sapendo esprimere con ricchezza di colori ed accenti la conflittualità del personaggio. Toccante e molto personale la cabaletta finale “Era desso il figlio mio”. Difficile trovare oggi un altro soprano che riesca a dare a questo personaggio la stessa carica emotiva e con lo stesso peso vocale. " Gli Amici della Musica (Maria Dell)
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Macbeth - The Washington Opera
Recensioni disponibili solo in inglese. Foto © Karin Cooper |
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Il Trovatore - San Diego Opera
Recensioni disponibili solo in inglese. |
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Assassinio nella cattedrale (prima corifea) - Chiesa di San Nicola (Bari)
"Intensa e bella la prova di Paoletta Marrocu, prima corifea, in particolare a inizio del secondo atto quando ha cantato 'Neppur oggi, Natale' deplorando l'assenza della pace anche in un giorno di festa. Il suo timbro caldo e l'ottima linea di canto hanno regalato agli spettatori un momento di intensa emozione. " Opera Click (Luciana Solazzo) |
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La Clemenza di Tito - Teatro Verdi (Sassari)
"Ancora più entusiasmante è stata la Vitellia di Paoletta Marrocu, che domina da par suo il canto fiorito e lo stile grandioso che la scrittura mozartiana esige, comunicandoci in ogni misura l'emotività esasperata del personaggio senza mai sfiorare la caricatura. Anzi, la nuova e terribile consapevolezza nell'ultima scena dell'opera è parsa singolarmente commovente." Musica (Stephen Hastings) "Una relativa sorpresa è stata la Vitellia di Paoletta Marrocu, che ha avuto un meritato trionfo personale nel ruolo più complesso tra quelli mozartiani. Ormai lanciata in parti di lirico spinto sui palcoscenici di tutto il mondo , ha colpito la duttilità nelle agilità sostenute con disinvoltura, la musicalità e la completezza della gamma in tutti i registri. Si sommino una bellezza accattivante e la grinta, doti che la hanno sempre contraddistinta, per rendere l'immagine di un personaggio a tutto tondo." L'opera (Andrea Merli) La clemenza di Tito e il ritorno della Marrocu "Il soprano Paoletta Marrocu ha debuttato pregevolmente Vitellia: la cantante non ha certamente bisogno di presentazioni; è ormai divenuta un'artista di razza che, in virtù di una tecnica agguerrita, sa cantare e interpretare in modo irreprensibile il suo non facile personaggio muovendosi con disinvoltura sul palcoscenico." Gli Amici della Musica (Anna Rita Floris Visconti, ), ottobre 2006 "Paoletta Marrocu ritorna al suo repertorio d'origine e ritrova intatte, dopo tanti ruoli di drammatico spinto, la limpidezza, l'agilità e l'esattezza mozartiane."- Il Giornale della Musica (Mauro Mariani) Paoletta Marrocu nel ruolo di Vitellia, Foto © Sebastiano Piras |
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Turandot - Opernhaus Zürich
"Turandot era interpretata da Paoletta Marrocu al suo debutto di ruolo. Una voce bella, duttile e morbida, un'emissione straordinaria accompagnata da una dizione che permette di comprendere il testo, non sempre cosa facile tra i soprani. Interessante anche la sua lettura del personaggio, una Turandot adolescenziale che se pur crudele e caparbia è ancora una fragile ragazza in atteggiamento di repulsione/attrazione verso l'altro sesso, dissidio reso molto bene sia dal punto di vista vocale che espressivo. Nel duetto finale del bacio la coppia Cura/Marrocu è riuscita a regalare al pubblico grazie ad un'agilità, quasi mai vista per questi due ruoli, momenti di tensione e poesia." Maria Dell, Gli Amici della musica, maggio 2006 "Paoletta Marrocu nel ruolo di Turandot acquista sempre più spessore nel corso della serata." - Zürcher Unterländer "Soprattutto le soprano Paoletta Marrocu nel ruolo di Turandot ed Elena Mosuc in quello di Liù hanno dato dei sensazionali debutti di ruolo." - Lichtensteiner Vaterlan |
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Andrea Chénier - The Washington Opera
"Un benvenuto debutto in questo teatro è stato quello di Paoletta Marrocu nella parte di Maddalena di Coigny. La signora Marrocu possiede una voce lirica di natura ma capace di diventare brunita nel registro centrale; grazie a questa qualità, la cantante ci faceva sentire molto chiaramente l'evoluzione e maturazione del personaggio, quando da donna diventa eroina." L'Opera Maddalena in "Andrea Chénier", Foto © Washington National Opera |
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I vespri siciliani - Opernhaus Zürich |
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"Paoletta Marrocu - Votata alla conquista del primato tra le voci italiane nel mondo, difende ed esalta le ragioni del repertorio drammatico anche d'agilità.
Se un rimprovero le si potesse muovere sarebbe quello di non possedere il dono dell'ubiquità onde poter essere più presente nei teatri d'Italia, dove il ripristino di certi valori avrebbe in lei un punto di riferimento; oltre a tutto s'aggiunga che il suo debutto al Regio di Torino con la Fanciulla del West è saltato per un incidente occorsole ad un ginocchio; è vero che si è rifatta due mesi dopo a Berlino in una nuova produzione pucciniana diretta da Thielemann grazie alla quale dimostrò essere l'attrice all'altezza di Minnie. |
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Tosca - Liceu de Barcelona
"Paoletta Marrocu è stata una Floria Tosca con figura di indossatrice e voce di buona grana, che l'artista ha saputo valorizzare con una dizione splendida. Ottima anche come attrice, si è veramente meritata l'ovazione che ha accolto il suo 'Vissi d'arte'. Le è stato concesso, poi, di cantare la frase 'Mi vuoi supplice a' tuoi piedi', spesso omessa nelle recite ofdierne." L'Opera (Silvia Campana), Allestimanto di Robert Carsen, Foto © Liceu Barcelona |
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Fedora - Wiener Staatsoper
"Paoletta Marrocu è una principessa Fedora tanto attraente quanto vocalmente sicura. Il suo materiale sopranile possente, la voce ben guidata, la lucentezza e l'espressione calda piacciono." Kronenzeitung "... duetta con la protagonista (una fenomenale Paoletta Marrocu)." Kurier "Domingo era affiancato da Paoletta Marrocu, protagonista dall'espressione e dalla vocalità sconvolgenti." Der Standard
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La Bohème - Teatro Carlo Felice (Genova)
Bravissima protagonista Paoletta Marrocu "Della Marrocu si è detto: voce amministrata con intelligenza, bella dizione che consente di capire, fatto raro, ogni parola, intensa presenza scenica. Qualità emerse sin dalla sua apparizione in scena con 'Mi chiamano Mimì ' e ribadite lodevolmente nel terzo e nel quarto atto: si pensi al drammatico duetto con Rodolfo sotto la neve e poi al già citato finale risolto con una efficace alternanza fra canto pieno e mezzevoci intense. Un'artista, insomma, da seguire." - La Repubblica (Roberto Novino) "... con Paoletta Marrocu, definita 'una Mimì rivelazione' attrice superba, dal timbro d'oro." - Corriere Mercantile Marrocu, grandissima Mimì "Grandissima MImì, un debutto di ruolo davvero importante per Paoletta Marrocu; ... dopo l'ultimo stzraziante duetto l'opera si è conclusa in un tripudio d'ovazioni. ... Dicevamo di Paoletta Marrocu, una Mimì rivelazione, timbro d'oro, (i riflessi quasi da soprano drammatico torniscono la parte di nuove nuances), temperamento, una MImì che sembra rinnovare antichi fasti interpreativi e che ci vede entusiasti. " - Corriere mercantile "Alla bontà del risultato concorre un buon cast, illuminato dalla valida prova dei due protagonisti. Paoletta Marrocu, che ormai siamo abituati ad associare a titoli più drammatici ed incandescenti, torna qui al repertorio dei suoi esordi e sigla una Mimì maiuscola. Che può lasciare perplessi, perché non siamo abituati ad ascoltare il personaggio da una voce così piena ed intensa, come , invece, dovrebbe essere. Ci accontentiamo spesso di piccoli soprani evanescenti e ci scordiamo la carne e il sangue della vocalità di Puccini. Che qui c'è tutta. ... La Marrocu canta bene, canta con convinzione, canta con una voce sonora che si proietta nel teatro, che si sente (oggi è un fatto più raro di quello che si possa pensare), che asseconda con generosità la melodia e che in particolare nel III e nel IV quadro conosce accenti convincenti e commoventi. E dimostra di sapere trovare nel suo canto anche i toni e il peso di un canto trepido e partecipe, là dove occorre. C'è poi l'attrice che si muove con disinvoltura e sa ben realizzare l'indicazione registica di una MImì che sa il fatto suo e che forse fa della sua timidezza un'arma usata con premeditazione. Non dimentichiamo infine l'appeal di un'avvenente figura femminile indispensabile per la costruzione di questo personaggio." L'Opera (Giancarlo Landini) "Anche se ci aveva abituati ultimamente a ruoli più drammatici, nei panni e nel registro della protagonista Paoletta Marrocu s'è imposta con intelligenza per qualità vocali e intensa presenza scenica, dando al terzo quadro una profondità musicale luminosa e penetrante." - La Repubblica (Angelo Foletto) "Paoletta Marrocu è stata la applaudita protagonista della 'Bohème' rappresentata l'altra sera al Carlo Felice. Il soprano sardo, al suo debutto nella parte di Mimì, ha superato la prova a pieni voti." - Il Giornale "Paoletta Marrocu delinea una Mimì limpida, senza bamboleggiamenti, d'una vocalità piegata a tradurre il personaggio." - Il Giornale (Alberto Cantù) |
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Un ballo in maschera - Opernhaus Zürich
"... l'Amelia di Paoletta Marrocu ... possiede una rara caratteristica assolutamente fondamentale nel teatro musicale: è una voce prettamente teatrale. La sua Amelia rinasce, vivificata da un'affronfondita interpretazione che unisce ad un'attenta cura nel fraseggio una moderna sensibilità drammatica." - L'Opera (Silvia Campana) |
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Macbeth - Teatro alla Scala
"Rivelazione della serata è stato il soprano Paoletta Marrocu, una Lady di assoluta disinvoltura scenica e sicurezza vocale. Una presenza, per altro attraente, che ha dato l'impronta a tutto lo spettacolo.” 22 Giornale della Musica (Stefano Jacini) |
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Macbeth - Opernhaus Zürich
"Primi piani, luci ora di taglio ora crudamente di fronte, scolpiscono i tratti duri e aggressivi del viso della Marrocu, così come la sua eccezionale dizione - tanto nel parlato della lettera quanto nel successivo avvio dell'aria - scolpisce i tratti della sua interna psicologia." ... "Non meno brava la Marrocu nel definire un carattere che in superficie parrebbe di ferro; che impiega tutte le armi del freddo raziocinio e dell'ancor più fredda seduzione (i loro continui abbracci hanno la morbosità del sadismo, il sangue la eccita, sì dall'indicare quale prova di virilità la capacità o no di saper spargere sangue): ma che sotto sotto avverte il serpeggiare di un'inquietudine nutrita di debolezza. 'Vè le mani ho lorde anch'io' è la chiave di volta dell'intera scena..." ... "Lo sprezzo insolente e volgarissimo di Lady nei confronti di tutti quanti gli invitati, nulla più di servi (formidabile come la Marrocu impone loro 'Restate' "..."La Marrocu è eccezionale sulla scena, vocalmente brava, fraseggiatrice superba" Classic Voice Opera (Elvio Giudici) |
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Nabucco - Opernhaus Zürich
"L'Abigaille di Paoletta Marrocu dona al suo personaggio tutte le sfumature, anche fortemente contraddittorie, che gli appartengono. ... tecnincamente precisa, la sua penetrazione nelle pieghe dell'animo tormentato della donna guerriero, tanto ambiziosa e crudele quanto desiderosa di un amore mai donatole, e per questo ancor più disperata, è totale." - L'Opera (Silvia Campana), Anno XVI - N° 166, novembre 2002 |
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Mefistofele - Teatro Vittorio Emanuele (Messina)
Paoletta Marrocu si mostrava ideale Margherita, come se avesse scoperto il luogo assoluto per le sue capacità drammatiche e vocali. In scena si donava in modo vocale pieno riuscendo a comunicare l'innocenza iniziale della vergine e le colpe e le angosce della peccatrice. - Corriere degli spettacoli |
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Norma - Teatro Sociale (Rovigo)
"La protagonista intepretata da Paoletta Marrocu sostiene la parte con un temperamento fiero e volitivo, la tecnica e la voce sono finemente cesellate sul ruolo, ma questo è ciò che ci si aspetta, Norma non può essere una qualunque e così è stato." Rovigo "... ho accettato anche perché ho saputo che Norma sarebbe stata Paoletta Marrocu ... per il ruolo di Norma è necessaria una grandissima interprete e lei lo è sicuramente." - Il Resto del Carlino, intervista di Alessandra Chini a Ulisse Santicchi "Nel cast degli interpreti emerge l'intensa vocalità della protagonista Paoletta Marrocu che sembra aver fatto tesoro della grande lezione callasiana." - Il Gazzettino (Paolo Accattatis) "... ha visto come intensa protagonista Paoletta Marrocu che ha disegnato una Norma veramente efficace e di sensibilità estrema. Voce duttile la sua, guidata da un'intelligenza estrema e supportata da un grande talento teatrale che le hanno dato modo di attirare positivamente il favore di un pubblico numerosissimo e attento." - Il Gazzettino "Norma ha conferito accenti scultorei, grazie al canto spiegato, aspro ma anche corposo in certi colori della zona centrale." - Il Resto del Carlino (Sergio Garbato) "Uno spettacolo dove il ruolo di protagonista è stato affidato alla magistrale interpretazione di Paoletta Marrocu, applauditissima sacerdotessa dei Druidi." - Il Gazzettino |
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Norma - Teatro del Giglio (Lucca) "La prima era impersonata da Paoletta Marrocu. ... La Marrocu ha una voce ben modulabile e adatta al ruolo (applauditissima la cavatina "Casta diva che inargenti")." - Il Tirreno (Luciano Gallo) |
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Norma -Teatro Verdi (Pisa)
"Paoletta Marrocu ha affrontato il ruolo (vero spauracchio per i soprani) con grande autorità , affidandosi a doti vocali enormi e ad una naturalezza e ad una naturalezza di emissione che ha saputo anche adattare alle diverse sfumature del personaggio, vincendo così il confronto con la parte." Il Tirreno (Carlo Pernigotti) "Norma, soprano drammatico d'agilità, cioé declamazione e melodia da un lato e virtuosismo balcantistico dall'altro, la giovanissima Paoletta Marrocu possiede già il carisma della cantante-attrice, del soprano drammatico: è stata ieratica, appassionata nell'odio, nell'amore, nell'amicizia ... soprattutto ha forte temperamento e questo dovrebbe portarla lontano." Il Tirreno (Giovanni Burchielli) |
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